martedì 8 dicembre 2015

Kizumonogatari - 016 [novel ita]


Dopo due secoli...

Vi porto il capitolo 16: 10,220 parole circa di seghe mentali. Ci eravamo lasciati con Kiss-Shot tornata ai pieni poteri che si domanda dove sarà mai Tsubasa cibo-portatile Hanekawa.E insomma, il capitolo 16 è il capitolo in cui Araragi si fa le paranoie su: se stesso, Kiss-Shot, se stesso, Hanekawa, ancora se stesso; in cui le cose si fanno tragiche e poi quasi PG18; in cui il cliffhanger finale era d'obbligo.


Buona lettura. Buon Natale. Buon anno nuovo, perché dubito aggiornerò prima di Capodanno, ma non si sa mai... E buona giornata/serata.

PS: perdonate la mancanza generale di immagini ma non sono dal mio computer e dopodomani ho due esami, quindi è un miracolo già di per sé se sono riuscita a postare questo aggiornamento veloce.



015

Kizumonogatari 016

In quel momento, non avevo un posto in cui stare–tornare a casa era, ovviamente, impossibile. D'altra parte, anche se fosse esistito un altro edificio abbandonato come quello delle rovine scolastiche, non avevo la forza di cercarlo.
Non ne avevo il tempo.
L'alba si stava avvicinando sempre più–mi ritrovai ben presto a non avere scelta.
Alla fine.
Mi ficcai non una, ma entrambe le mani nel cervello, rimescolando, giusto perché dovevo pensare alla svelta–e scelsi come rifugio temporaneo il magazzino di ginnastica del liceo Naoetsu.
'Rifugio temporaneo'–lo era davvero.
Però, tutto sommato, quel magazzino senza finestre chiuso da una porta di ferro era il luogo ideale in cui io, un vampiro, potevo nascondermi durante il giorno. Lo scelsi per disperazione, ma alla fine non era male. Il giorno in cui avevo combattuto contro Dramaturgie mi ero rimboccato le maniche e avevo riparato la porta con la forza bruta. Sono contento di averlo fatto, pensai–no, non è vero.
Non c'era nulla di cui essere contenti.
Non avevo capito nulla.
"W........wwwwwwwwwwwwWwwwWwwwwWw."
Continuavo a sbattere i denti.
Non riuscivo a smettere di tremare.
Perché.
Perché.
Perché non me n'ero accorto?
Kiss-Shot Acerola-Orion Heart-Under-Blade–è un vampiro.
Un vampiro.
Debole contro la luce del sole.
Odia le croci.
Odia le pallottole d'argento. Odia l'acqua santa. Odia l'aglio.
Odia il veleno.
Muore se un paletto le viene conficcato nel cuore.
Non proietta un'ombra, non si riflette negli specchi.
I canini.
Un corpo immortale. Poteri di rigenerazione quasi infiniti.
Occhi che vedono bene anche al buio.
Capacità di modificare il proprio corpo a piacere.
Poteri di guarigione nel proprio sangue.
E–si ciba di esseri umani.
"WwwWWWW.....waaaaaaaaah!"
Gemetti e mi lamentai e frignai–
Ma tutto ciò che provavo era rimpianto.
Inserii una mano nel cervello e continuai a rimescolarlo–dove avevo sbagliato, quando avevo frainteso e in che modo non avevo capito che sarebbe andata così–continuai a pensarci e ripensarci.
Tuttavia.
Avevo sicuramente capito male.
"Wwww........wwwwwwwwwww"
Per i vampiri, gli umani sono cibo.
Per esseri superiori come loro, un essere inferiore come un umano si trova un gradino più in basso nella piramide della catena alimentare.
Questa è...una cosa che avrei dovuto capire fin dal principio, no?
La verità è che–aveva cercato di uccidermi, giusto?
Aveva provato a mangiarmi, vero?
Aveva cercato di bere il mio sangue, non è così?
Nei panni di un inutile essere umano.
Originariamente, anche io–
Non ero stato altro che cibo per lei.
Anche se le piaceva parlare con me.
Anche se cominciavo a credere che si fosse formato un legame tra di noi.
Alla fine–non ero altro che cibo.
"............."
Per Kiss-Shot–ogni umano.
Ogni umano è uguale ad un altro.
Certo, rispettava le abilità di Oshino.
Ma le sue abilità sono comunque ad un livello umano.
O forse sto parlando di cose di cui non capisco niente–pensai. Ma alla fine della fiera, un umano non è altro che un umano.
Il cibo non è altro che cibo.
Anche Oshino l'aveva capito.
A riprova di ciò–c'era il fatto che, prima che Kiss-Shot tornasse completa e recuperasse appieno le sue forze, se ne era andato.
Inoltre.
Se ci penso attentamente–Kiss-Shot non aveva quasi mai parlato con Hanekawa. Sembrava non accorgersi nemmeno della sua presenza.
Esattamente.
Per Kiss-Shot, Hanekawa era cibo.
Non la stava trattando come una mia amica.
L'aveva trattata come se fosse il mio cibo.
Il cibo portatile di un vampiro, cioè io.
O forse, se si fosse imbattuta in Hanekawa dopo aver recuperato i pieni poteri, Hanekawa sarebbe potuta diventare lei stessa una vittima.
Come Guillotinecutter.
Sarebbe potuta essere tagliata a pezzi e mangiata.

"Si dice che gli uomini di fede non siano per nulla appetitosi–ma lui era davvero squisito. Non ho preferenze in fatto di cibo, ma è proprio vero che l'appetito vien mangiando."
"No........."
Provai a racimolare tutto il coraggio che avevo.
E a placare il mio terrore.
E alla donna che stava leccandosi in modo seducente la bocca per pulirsi dal sangue e dalla carne, dissi, ".....N-non–non devi mangiare gli umani."
"Mh?"
Sembrava davvero che non stesse capendo.
Kiss-Shot piegò la testa di lato, ad un angolo impossibile.
"Ma servo, se non li mangio, muoio."
Già.
Aveva ragione.
Era una spiegazione estremamente facile da comprendere.
C'era un limite anche alla semplicità.
E per quel motivo, Kiss-Shot non aveva problemi con quella faccenda–non avrebbe nemmeno provato a spiegarmi punto per punto le sue ragioni, non a me che ero un vampiro, anche se in attesa di tornare ad essere un umano.
È convita che sia sapere comune.
Ed è sapere comune.
Da lungo tempo–mangia gli umani.
Ha continuato a mangiarli.
Ancora e ancora.
Un vampiro.
Un subordinato–e poi il secondo subordinato.
È in vita da 500 anni, quindi sicuramente non avrà bevuto solo il nostro, di sangue–e ad eccezione nostra, tutti gli altri sono stati fatti a pezzi e mangiati, senza che ne rimanesse carne o ossa, in quel modo.
Quello è il suo rifornimento nutrizionale, quando non ha intenzione di creare un subordinato.
Si dice che quando un vampiro succhia il sangue ad un umano, quello, senza eccezioni, diventa un vampiro–sembra che non sia totalmente una bufala. Dopo aver succhiato il sangue, se il vampiro non porta a termine la faccenda, in effetti si crea un altro vampiro.
Anche se beve una sola goccia di sangue.
La persona diventa sicuramente–un vampiro.
E la contromisura a tutto ciò–è che il corpo dell'umano debba essere mangiato senza lasciarne neanche un pezzo di carne. E così, il vampiro ottiene ancora più nutrimenti. E il corpo dell'umano non diventa quello di un vampiro.
Sembra che funzioni così.
Lasciando semplicemente che bevesse il mio sangue–mi sono trasformato in un vampiro.
Mentre Guillotinecutter.
Siccome era un pasto–era stato mangiato, ossa e tutto il resto.
Il fatto è che di certo non si era trattato di un caso isolato, Kiss-Shot in questi 500 anni ha continuato a farlo. È nella sua natura.
Dato che non sembrava neanche ci fosse bisogno di spiegarlo, talmente era ovvio–senza rendermene conto, senza nemmeno farlo apposta, avevo continuato ad ignorare la cosa.
Già.
Non avevo mai capito nulla.
Anche quando l'avevo incontrata all'inizio, anche quando lei si trovava ad un passo dalla morte, perché inizialmente non avevo cercato di aiutarla? Non avevo capito niente fin da quel momento.
Il perché lei non poteva ricevere aiuti.
Sembra proprio che non l'avessi capito.
Il perché un essere umano commestibile non aiuta un vampiro.
Il predatore e la preda.
Nonostante fosse chiaro il rapporto tra di noi.
"W-www.....wahh."
Guillotinecutter.
Era un uomo malvagio.
Era subdolo e disonesto, una disgrazia tra gli esseri umani.
Eppure–
Non doveva essere ucciso.
Certo, aveva fatto passare un'esperienza terrificante ad Hanekawa, ma anche quella era stata colpa mia.
Perché ero un vampiro.
Guillotinecutter.
Non importa con che motivazione o in che modo, stava solo cercando di esorcizzare un mostro.
"N......noo. Non ce la faccio più....nooo. Non voglio pensare–non voglio pensarci!"
Estrassi la mano dal mio cervello–e mi tenni la testa tra le mani.
"Noo!"
Però il mio cervello non smise di pensare.
Non si trattava solo di Guillotinecutter.
Dramaturgie. Episode.
Persino loro, che erano tornati da dove provenivano, avevano voluto esorcizzare un vampiro–e colui che gliel'aveva impedito ero stato proprio io.
Dopotutto...
Avevo preso loro–gli arti che avevano tolto a Kiss-Shot a gran fatica. E poi, come se non bastasse, avevo permesso che quel vampiro leggendario recuperasse i suoi pieni poteri.
Senza contare quello che era successo a Guillotinecutter.
Se d'ora in poi Kiss-Shot mangerà un umano–se mangia, sarà mia la responsabilità.
Se Hanekawa verrà mangiata.
Se le mie sorelle verranno mangiate.
Se i miei genitori verranno mangiati.
Sarà tutta colpa mia.
Perché l'avevo salvata.
E non solo recuperandole le braccia, le gambe e il cuore.
Già al principio, quella volta, il primo giorno.
Sotto il lampione, se non avessi salvato Kiss-Shot–se l'avessi lasciata là, la storia sarebbe già conclusa.
Ma quella volta non avevo abbandonato Kiss-Shot–e ho capito il perché l'ho fatto, è per via della debolezza che risiede nel mio animo.
È diverso dalla forza di Hanekawa.
Una debolezza come la mia non ha la benché minima somiglianza con la gentilezza di Hanekawa, che aveva messo a disagio Oshino e che mi aveva fatto pensare che lei fosse spaventosa.
La mia è una soddisfazione personale, la sua un sacrificio per il bene degli altri.
Solo perché uno vive spensieratamente–ciò non significa che possa morire allo stesso modo.
Ero stato mangiato da un vampiro ed ero morto, in un certo senso.
Avevo pensato a come si sarebbero sentite le mie sorelle?
Avevo pensato che non avrebbero neppure pianto?
"...Bleah!"
In qualche modo cercai di non lasciarmi sopraffare dalla nausea.
Mi opposi persino alle lacrime.
Resistevo, perché se mi fossi lasciato andare anche solo per un secondo, non so cosa sarebbe potuto succedere–avevo paura di perdere il controllo.
Per ora.
Volevo mantenere un minimo di autocontrollo.

Siccome riguardo a Kiss-Shot ormai avevo le idee troppo confuse e mi ritrovavo a non capire neanche più quello che stavo pensando–alla fine ero scappato dalle rovine scolastiche senza sapere dove andare.
E poi ero finalmente giunto al magazzino di educazione fisica.
L'unico luogo buio a cui ero riuscito a pensare.
Fuori, il sole doveva già essere sorto–nonostante le vacanze primaverili, poteva esserci sempre qualcuno che apparteneva ad un club sportivo che sarebbe potuto venire a scuola, ma per fortuna era l'ultimo giorno di suddette vacanze. Le attività scolastiche erano proibite.
Non dovevo preoccuparmi che gli studenti appartenenti ai club sportivi aprissero la porta del magazzino.
Ovviamente, per sicurezza, stavo costruendo una barricata dall'interno.
"È colpa mia."
I miei pensieri.
Mi sfuggivano di bocca senza che me ne accorgessi.
"È colpa mia se dopo tutto questo, la gente continuerà ad essere mangiata."
Dal vampiro–che nessuno può fermare.
Dal vampiro dal sangue di ferro, dal sangue bollente, dal sangue freddo.
Da Kiss-Shot Acerola-Orion Heart-Under-Blade!
"È colpa mia–colpa mia, colpa mia!"
Se ci penso.
Ovviamente Oshino aveva calcolato che le cose potessero finire così.
Tanto per cominciare, aveva detto che si trattava di equilibrio, ma quando aveva rubato il cuore a Kiss-Shot all'inizio, non doveva aver agito su richiesta di nessuno–perché con quei tre si era incontrato solamente più tardi.
Ciò significa che era stata una sua decisione autonoma.
Era stata un'azione deviante dal suo lavoro.
Una mediazione tra noi e loro.
E cioè–deve aver rubato il cuore a Kiss-Shot per mantenere l'equilibrio dal punto di vista degli umani.
Non si era spinto fino ad esorcizzarla.
Perché il suo credo era di portare nel mondo un certo equilibrio.
Un opportunista–mi ricordo che Kiss-Shot l'aveva chiamato in quel modo.
E l'equilibrio che aveva portato–io l'avevo distrutto.
Se era stato un evento eccezionale la creazione di un subordinato da parte di Kiss-Shot, era anche stato del tutto straordinario che un umano avesse salvato un vampiro morente.
Una mia idea stupida, una mia azione stupida–
Nessuno se l'aspettava.
Avevo vanificato gli sforzi di quei tre.
Ho persino recuperato il cuore rubato da Oshino.
Sono io che ho complicato le cose, non è vero?
Sembra proprio che nessuno stesse complottando contro di me, no?
Che sciocchezze sto blaterando–quello che ha complottato tutto, alla fine sono stato io. Lo stato delle cose, sotto ogni aspetto, è completamente e solamente–colpa mia.
Per via delle mie azioni avventate.
È ciò che mi merito per aver avuto una tale debolezza da non essere riuscito ad abbandonare al suo destino un vampiro che stava morendo. E il risultato è questo.
Guillotinecutter era stato ucciso.
Era morto, divorato.
Gli era stata masticata la testa, il suo cervello mangiato insieme al cranio–ora è davvero impossibile resuscitarlo. Anche se usassi il sangue di vampiro–non si risveglierà mai.
È morto.
La morte.
Ormai non posso farci più niente per impedirlo.
"Perché è successo tutto questo–"
E Guillotinecutter non era l'ultimo, ma il primo di una nuova serie. Per il vampiro Kiss-Shot Acerola-Orion Heart-Under-Blade questo è solo un nuovo inizio.
D'ora in avanti–riprenderà la sua routine di cibarsi.
La routine è letale.1
Credo che l'abbia detto qualcuno.
Non potrò mai fermarla ormai–il più forte di tutti, Guillotinecutter, era stato mangiato, senza contare che anche insieme agli altri due non erano alla sua altezza.
Né Dramaturgie.
Né Episode.
Non importa se spinti da motivi di lavoro o da sentimenti personali, ora che Kiss-Shot è tornata ad essere completa, non l'affronteranno di nuovo–pensandoci, mi resi conto di quanto doveva essere assoluta la fede di Guillotinecutter per provare ad affrontare Kiss-Shot da solo.
Non è mai stato un uomo degno di ammirazione.
Eppure, quella era la forza di un essere umano.
Anche preso alla sprovvista, non era impallidito.
Quello che era impallidito–ero io.
Oshino Meme–Oshino, ossia l'uomo che era riuscito a rubare il cuore a Kiss-Shot senza che lei se ne accorgesse, potrebbe essere in grado di fermarla, ma dubito che lo farà.
L'equilibrio è già stato stabilito.
Il gioco è finito.
Le carte sono già state scoperte.
Gli umani hanno perso.
Sono stati sconfitti–da Kiss-Shot.
E poi, a questo punto, con che faccia tosta potrei dire––"per favore, ferma Kiss-Shot Acerola-Orion Heart-Under-Blade."
Mi è impossibile dirlo.
Se anche mi si dovesse squarciare la bocca, non potrei dirlo.
"–non ce la faccio più."
Queste vacanze primaverili.
Non mi era mai passato per l'anticamera del cervello che ciò che era accaduto durante queste vacanze fosse sbagliato. Avevo passato diverse vicissitudini, ma col senno di poi non mi erano sembrate così malaccio–non dovevano essere state delle vacanze terribili in fondo. Eppure–
Erano state le vacanze peggiori.
Erano state un inferno.
Uno scherzo infernale.
E io ero stato solo uno sciocco che non aveva capito niente.
"Odio tutto questo."
Nonostante ciò.
Dentro di me–c'era ancora qualcosa che ribolliva.
Tra ripensamenti e vari esami di coscienza, in qualche modo continuavo a non volerci pensare, ma–avevo notato una verità terrificante.
Anche se ormai, a questo punto, non potevo più far finta di nulla.
Esatto.
Era ovvio anche quello.
"Lo odio, eppure, anch'io..."
Era così ovvio.
"Anche io–sono un vampiro."
Non importava quanto temessi, odiassi e detestassi i vampiri–ero uno di loro.
Precisamente.
Le parole di Oshino si riversarono su di me come un'onda travolgente.
Pesavano sul mio cuore.
Mi pesavano–nello stomaco.
"Ah, già."
"Araragi-kun, te lo chiedo senza secondi fini, ma...”
"Di recente non hai fame?"
".........................!"
Mi sta venendo fame–
Ora sento fame.
"Ah, capisco."
"Beh, ho solo pensato–"
"Che fosse anche ora che ti venisse fame."
"Sono già passate due settimane"
"Merda, merda, merda, merda.......!"
Al momento–riesco ancora a sopportarla.
È solo un leggero languorino.
Però–se quell'allusione di Oshino voleva riferirsi allo stato delle cose attuale–prima o poi mi verrà voglia di bere il sangue di qualcuno.
Mi si svilupperà l'impulso di succhiare sangue.
E vorrò divorare umani.
Perché–io stesso sono un mostro.
Perché sono un essere superiore.
"Merda!"
Il primo subordinato.
Non ho modo di sapere che tipo di uomo fosse, ma–credo di capire il motivo per cui si è suicidato dopo qualche anno. Anche se probabilmente siamo molto diversi–alla fine, siamo uguali. Non riusciva più a sopportare di essere sceso al livello di un mostro–no, di essere salito al livello di un mostro. Ovviamente, sembra che Kiss-Shot non avesse capito quel sentimento–non dovrebbe esserle comprensibile in fondo.
Si trattava di un sentimento umano.
E poi, dopo 400 anni.
Anche io, il secondo subordinato–devo vivere la stessa esperienza.
"Ah....ahahahah."
Alla fine–mi uscì una risata.
Riuscivo solamente a ridere.
Se ci pensate, è una storia abbastanza divertente, no?
Per come vanno di solito i racconti comici, il mio si è sviluppato piuttosto bene.
Dopo aver continuato a girare e rigirare sempre intorno allo stesso punto, come un cane che si morde la coda, alla fine mi era stato fatto capire che avevo frainteso tutto–se questa storia avesse un pubblico, devo essere stato proprio un bravo buffone.
C'è un limite persino alla stupidità.
Devo essere sembrato un imbranato–assolutamente divertente.
"Cosa dovrei fare ora–non mi resta che morire."
Quella.
Naturalmente era la scelta più naturale.
Non c'era nemmeno da chiederselo.
Arrivati a questo punto.
A questo punto non so nemmeno se voglio tornare ad essere un umano.
Non riesco nemmeno a pensare a qualcosa di così egoistico: essere colpevole di una cosa così grave ed avere pure un mio desiderio esaudito–sarebbe sbagliato.
Che pensiero puro.
Ovviamente però non avevo pensieri così degni di ammirazione.
Ero semplicemente–terrorizzato.
Avevo paura che nel momento in cui fossi tornato umano, Kiss-Shot mi avrebbe mangiato.
Era un dato di fatto.
Avevo paura di scendere al gradino inferiore nella catena alimentare.
Però, non sopportavo nemmeno di essere un vampiro.
Odiavo l'idea di bere sangue e mangiare persone.
Persino il mio corpo immortale mi era rivoltante.
Perciò.
"Non mi resta che morire."
Ma non morire così, per errore–dovevo morire davvero, di mia volontà.
La causa di morte per il 90% dei vampiri.
Non era la stessa cosa di morire per noia.
Comunque, l'angoscia del senso di colpa può uccidere–perciò.
Come il primo subordinato, non mi restava che scegliere la morte–quella era l'unica cosa che potevo fare a quel punto.
Beh, in realtà–perché mi ero nascosto in quello sgabuzzino? Perché avevo cercato di sopravvivere alla luce del sole?
Già, per esempio...
Per esempio, se ora rimuovessi la barricata che mi ero costruito, se aprissi la porta di metallo e mi lanciassi nel campo sportivo–riuscirei a morire.
Il desiderio di morire–credo che l'avesse chiamato così.
Ovviamente c'era da tenere in conto il potere rigenerativo estremo, essendo il subordinato di Kiss-Shot Acerola-Orion Heart-Under-Blade, per cui, anche se mi fossi lanciato sotto la luce del sole, non sarei morto così facilmente–si sarebbe verificato solo un ciclo continuo di evaporazione e rigenerazione, ma alla fine...
Sarei riuscito a morire prima che il sole fosse tramontato.
Se mi spogliassi e restassi nudo sotto il sole, di sicuro–sarebbe il mio primo e ultimo tentativo di correre nudo.
Non sarei il re delle anomalie, ma piuttosto il re delle nudità.
Non è divertente, lo so.
È per questo che non l'ho mai fatto.
".......Oh santi numi."
Che sfigato.
Davvero, sono proprio uno sfigato.
Pensavo di poter morire un po' meglio–pensavo che sarebbe stata una morte più dignitosa.
Però alla fine le cose stavano così.
Che doppia sfiga.
Non avevo altra scelta se non quella di morire.
"....Ah, già."
Avevo appena deciso di morire, quando, come se fossi stato esorcizzato da uno spirito maligno, riuscii a calmarmi.
Dovrei chiamare a casa, pensai.
Mi era completamente sfuggito di mente, ma avevo detto alla mia famiglia che ero andato a fare un viaggio per ritrovare me stesso–e in verità, le cose non erano andate così, avevo solo finito per perdere la mia identità.
In realtà–non sarebbe meglio non mettermi più in contatto con loro?
Come potrei dire loro che presto morirò–oltretutto non posso dire il motivo. Se le cose stanno così, allora credo che sia meglio non fare nulla. Il fratello maggiore è scomparso mentre faceva un viaggio di scoperta di se stesso.
Non so come potrebbero reagire i miei genitori, ma sono sicuro che tra le mie sorelle diventerebbe un tormentone–'il ragazzo scappato di casa'.
Solo che non era una fuga temporanea.
Beh, penso di non avere nulla in contrario.
"Però vorrei parlare con Hanekawa."
E dovevo anche dirle una cosa.
Hanekawa era stata pesantemente colpita da questa faccenda, ci era stata trascinata dentro a forza, non posso non metterla al corrente–purtroppo, a causa del sole, in quel momento non avevo modo di contattarla dalla mia postazione.
Avevo anche cancellato di mia iniziativa il suo numero di telefono e la sua email.
Davanti ai suoi occhi.
Li avevo cancellati per cercare di ferirla.
Da allora, anche nei nostri incontri successivi–non le avevo più chiesto di ridarmi i suoi contatti perché sarebbe stato imbarazzante. Anche se forse l'unico a sentirsi in imbarazzo ero stato io–arrivati a questo punto però me ne pento.
Quanto posso essere un coniglio codardo?
Anche se sono bravo in matematica, non significa che io sia bravo con i numeri. Non riesco a imparare a memoria una sequenza di 11 numeri e, non c'è neanche bisogno di dirlo, non ho alcuna speranza di imparare una mail. Se l'avessi contattata almeno una volta, sarebbe rimasta nelle mail inviate di recente, ma–non l'avevo mai fatto. Nemmeno lei mi aveva mai contattato. A ben pensarci, non scrivendole, non le erano mai giunti né la mia email, né il mio numero di telefono.
Quindi lei non ha nemmeno i miei contatti.
Se solo glieli avessi detti.
.....Se solo le avessi detto cosa, esattamente?
Hanekawa mi telefonerebbe ora?
Che sciocchezza.
Tralasciando il fatto che non è una ESP e non avrebbe modo di sapere che ho bisogno di lei–non potrebbe mai verificarsi un evento del genere. Se Dio esistesse, non mi ritroverei ad affrontare questa situazione–non dovrei sentirmi in colpa per questo mio totale fallimento.
Anche se ormai pensavo che fosse tutto inutile per il momento guardare anche solo l'ora, estrassi il telefono.
Erano le cinque del pomeriggio.
Sembra che mi sia rinchiuso qui dentro per più di 12 ore–sembra impossibile. Eppure, anche se leggo questa informazione, anche se la registro nel cervello, si ferma lì.
Oltre a quello, aprii la rubrica inutilmente, ma–non era stato inutile. Per lo shock il cuore mi cominciò a battere come se fossi stato colpito da un oggetto contundente.
Lì....
C'era il nome 'Tsubasa Hanekawa'.
"......Ma quindi."
Mi uscì un filo di voce.
Se per mia immaturità o per le circostanze in cui mi trovavo, mi commossi–mai avrei pensato che mi sarei commosso guardando il freddo schermo di un cellulare.
Anche se pensai che non ci fosse nulla per essere felici.
Anche se pensai che non fosse altro che una pessima vacanza di primavera.
"Non toccare i telefoni altrui senza il loro permesso......!"
Aveva avuto mille occasioni per farlo.
Che fosse successo durante il mio combattimento contro Episode, quando era tornata per portarmi il telefono al campo sportivo? Poteva essere successo in qualsiasi momento. Oltretutto, non essendo per nulla interessato al mio telefono, non avevo nemmeno una password.
E questo perché raramente ci inserivo informazioni personali–ma comunque!
Nella rubrica un tempo vuota.
Ora c'era registrato, di nuovo, il nome di Tsubasa Hanekawa.
Il suo numero di telefono e la sua email.
"..........."
Credevo di esserne felice.
Pensavo di voler parlare con Hanekawa, non è che non avessi cose da dirle, ma una parte di me pensava che in fondo andava bene anche così, andava bene non dirle nulla.
Anche se comunque mi era impossibile non metterla al corrente della situazione.
Però stavo anche pensando che in fondo non volevo dirle niente.
Quindi–ben pensandoci, per me sarebbe stato più conveniente non avere il suo numero.
Ma alla fine le cose non erano andate così.
Sembra proprio che io debba prendere una decisione.
E in realtà, decisi tutto da solo.
Mandai una email ad Hanekawa.
Perché se le avessi telefonato, avrei potuto finire per piangere.
Chissà che cavolo sta facendo Hanekawa nell'ultimo giorno delle sue vacanze–starà studiando in biblioteca? Non so dove sia la biblioteca, ma potrebbe anche essere che abbia spento il cellulare.
Beh, chi se ne frega.
Aspetterò pazientemente una risposta....
Avevo appena finito di pensarlo che mi arrivò subito la sua risposta.
Controllai e l'ora in cui avevo ricevuto la sua email era identica a quella in cui io avevo mandato la mia. Nemmeno un minuto di differenza.
Incredibile.......
Era una risposta digitata nello spazio di un massimo di 60 secondi.
Pensai che dovesse essere una risposta concisa, breve, ma quando la lessi, l'inizio partiva con "Caro" e finiva con "Cordiali saluti", era una lettera vera e propria.
Fantastico.
So che le ragazze sono veloci a digitare i messaggi, ma...
Ripensandoci, anche il giorno della cerimonia di chiusura, quando aveva registrato i suoi contatti nel mio telefono, era stata rapidissima...davvero incredibile.
Detto questo, non so esattamente come funzionino le email perché le ho solo sempre mandate ai membri della mia famiglia, ma non pensavo che dovessero essere così formali.....credevo che fossero uno strumento molto più alla buona.
Comunque, riassumendo il contenuto della sua email, era una cosa tipo "arrivo immediatamente, aspettami". Alla fine non ero riuscito a spiegarle bene la situazione e le avevo inviato solo un accenno della faccenda. C'era da aspettarselo da Hanekawa, aveva capito tutto alla perfezione nonostante le mie lacune.
Sul serio.
Anche se avrei preferito che fosse stata Hanekawa ad aver incontrato Kiss-Shot e non io... Parlando del diavolo, spuntano le corna, no? Anche se io e Hanekawa eravamo sullo stesso piano per quanto riguardava i vampiri, dato che ne avevamo parlato insieme–il vampiro che Hanekawa aveva incontrato ero io, mentre ero stato io ad incontrare Kiss-Shot.
Un pensiero improvviso.
L'esistenza di Kiss-Shot era un pettegolezzo tra le ragazze–quindi, escludendo Hanekawa, era possibile che altre ragazze, tenendo conto delle studentesse di altre scuole, avessero incontrato Kiss-Shot oltre a me?
E in quel caso, che cosa era successo?
Kiss-Shot era solo passata accanto a loro?
O aveva bevuto il loro sangue–le aveva magari mangiate?
Se fosse successa una cosa del genere, sarebbe sicuramente diventata una faccenda seria, credo. Ma d'altra parte, se i corpi erano stati mangiati completamente senza lasciare traccia, anche se se ne fosse parlato a scuola o in famiglia, era difficile che nascesse un pettegolezzo del genere.
Un viaggio per conoscere se stessi o una fuga da casa–
Sarebbero state quelle le prime cose a cui qualcuno avrebbe pensato.
Anche se comunque, se si fosse trattato di un numero per nulla esiguo di sparizioni, le cose sarebbero state un po' diverse–potrebbe essere un problema relativo al rango del vampiro in questione, ma non mi sembra che Kiss-Shot abbia bisogno di quantità ingenti di 'cibo'....c'era questa possibilità.
"Oshino aveva detto 'due settimane'. Quindi per Kiss-Shot probabilmente una vittima al mese non basta......quindi, contando Guillotinecutter, le vittime dovrebbero essere due o tre.....?"
Anche se comunque non è un problema di numeri.
Se sono solo due o tre–non verrà scoperta.
"......Che c'è? Mi sembra di star tralasciando qualcosa–"
Tralasciare.
O lasciare incompiuto.
Ora che ho contattato Hanekawa, non dovrebbe esserci nient'altro rimasto da fare, pensai–e...
In quel preciso istante, arrivò Hanekawa.
Il rumore di qualcuno che bussa alla porta di metallo.
Toc toc.
"Ragazza a pagamento."
".........."
No, non potevo ridere.
Non è il modo migliore per mostrare preoccupazione.
In ogni caso, rimossi la barricata (con la mia forza da vampiro, è un gioco da ragazzi sia montarla che smontarla) e dopo aver detto ad Hanekawa di entrare di lato, lasciando la porta aperta di pochissimo, mi appiattii contro il muro per non venir colpito da alcun raggio di sole nel momento in cui lei entrava. C'era già il tramonto, ma il sole del tardo pomeriggio era comunque sole.
Più tardi ho intenzione di scaldarmi al sole.
Più tardi ho intenzione di farmi un'abbronzatura totale.
Però solo dopo che avrò parlato con Hanekawa.
Hanekawa, anche oggi, sta indossando l'uniforme scolastica.
Questa ragazza proprio non vuole farmi vedere i suoi vestiti normali.....o forse non vuole che veda lei vestita in quel modo.......ma non mi ossessiona il pensiero, davvero.
Hanekawa stava sorridendo felice.
Era la sua solita espressione sorridente.
Anche quello era un modo per mostrare preoccupazione, suppongo.
"Che succede?" disse con un tono di voce fin troppo allegro, mentre le davo le spalle richiudendo la porta di ferro, bloccandola.
"Sembra proprio che sia stata rinchiusa nel magazzino di educazione fisica. Cosa faccio se Araragi-kun si approfitta di me in modo indecente?"
".....Approfittarmene, dici?"
Questa ragazza......
Sbaglio o crede che io sia un maniaco? Beh, certamente le ho mostrato quel mio lato abbastanza spesso, ma non sono affatto una persona a cui piace questo genere di allusioni.
Sono un gentiluomo, io.
"Accendo la torcia."
La accese e la posizionò sopra una mensola. Avendo una forma squadrata, non c'era il rischio che rotolasse. Poi Hanekawa si sedette su un materasso. Io mi sedetti di fronte a lei.
"Ah! Ti sei seduto davanti, vuol dire che stai cercando di vedermi le mutandine."
"Stai fraintendendo il tipo di uomo che sono," le dissi, mentre si stringeva in vita la gonna.
"Se, per esempio, avessi davanti ai miei occhi una ragazza nuda e lei mi dicesse di non guardare, sono quel tipo di uomo che sarebbe in grado di non guardare!"
"Sarebbe normale."
"Ghh......!"
Davvero!?
Quand'é che il buonsenso del mondo intero è cambiato? Devo essermelo perso.
"Ehm, Hanekawa, sappi che sono un vero gentlemen."
"Gentlemen è la forma plurale," disse lei. "Beh, comunque se dici il vero, non vedo l'ora di scoprirlo."
"In che senso?"
"Quando inizierà il nuovo semestre, riuscirò a vedere e apprezzare il tuo lato educato quanto voglio, no?"
"......."
Questo–per dire che...
Hai un intuito fin troppo acuto!
Aveva capito quello che volevo fare anche se nell'email non avevo fatto alcun riferimento alla mia decisione–e anche se avevo intenzione di non farglielo proprio sapere.
Dato che Hanekawa cercherebbe di fermarmi a tutti i costi.
"Perciò non devi morire."
".....Hanekawa."
"Non devi morire," disse.
Nell'oscurità, mi stava chiaramente guardando.
"Il tuo modo di pensare è la prova che stai solo scappando dal tuo cuore."
"......Sei fantastica."
Riflettei sulle parole di Hanekawa e poi dissi quello che pensavo, senza filtri.
"Sei davvero fantastica. Quando sei di fronte a me–sembra proprio che io non sia altro che una persona insignificante. Credo che se non ti avessi incontrata, forse sarei morto molto prima. Ci sono state molte occasioni in cui ciò si sarebbe potuto verificare."
"Ecco perché ti sto dicendo di non morire–dammi retta."
"È tutta colpa mia," dissi.
Quella era un'ammissione bella e buona.
"Le mie azioni avventate hanno portato a questo risultato–quella volta, quando Kiss-Shot ha bevuto il mio sangue, non credevo che sarebbe andata così–eppure è qualcosa che chiunque, pensandoci un attimo, capirebbe. Dare sangue ad un vampiro, che razza di reazione è–e nonostante questo, io....."
Non avevo pensato a nulla.
Che lei–mangia le persone.
Che ci sarebbero state vittime.
E anche dopo averci pensato, quel pensiero mi era sfuggito. Anche in seguito, non ha importanza se ero diventato un vampiro e se avevo mille problemi di cui occuparmi–avevo avuto tempo a sufficienza per rifletterci.
No.
Perfino all'inizio, lo sapevo già dal principio.
Dopo la cerimonia di chiusura, ad Hanekawa.
Ero stato io ad aver pronunciato quelle parole.
Ti viene succhiato il sangue–vieni ucciso.
Quelle parole esatte.
A Guillotinecutter era stato succhiato il sangue.
Era stato ucciso.
Era morto.
Non avevo capito quello che sapevo già.
"Per colpa mia, è morta una persona."
"Non è colpa tua. Oltretutto......sicuramente per un vampiro....per Heart-Under-Blade-san quella è una cosa del tutto naturale. È la stessa cosa per noi, quando mangiamo mucche o maiali."
".........."
Se non mangiamo, moriamo.
Disse così.
"Ma–crede che tu sia il mio cibo portatile. Non ti percepiva come parte del gruppo."
"Ma il tuo caso era un'eccezione."
Ero il suo salvatore.
Ci eravamo salvati a vicenda.
Io avevo salvato Kiss-Shot–
Kiss-Shot aveva salvato me.
Se le cose stanno così, poteva anche esserci stata fiducia reciproca tra di noi.
Però, una cosa così....
"Ma è come amare una mucca intelligente.....Senti, anche se non si tratta di mucche, di frequente si sente parlare di–cani brillanti o scimmie dell'intelletto acuto."
"Ti riferisci ad animali da compagnia?" mi interruppe.
Esatto.
Anche Oshino aveva detto una cosa simile.
Affetto per un animale da compagnia–
"Ma per lei è una cosa naturale–includendo la parte che mi riguarda."
"Sì. Perciò Kiss-Shot non è cattiva, sono io quello malvagio. Io sono cattivo–nessun altro lo è."
"Però io non penso che tu sia cattivo. Perché la concezione di buono e cattivo varia di 180° a seconda del punto di vista."
"Hai ragione."
Oshino aveva detto anche questo.
Aveva detto–che ogni persona ha un'idea diversa di ciò che è giusto.
Per questo motivo Oshino aveva scelto di assumere un punto di vita neutrale.
"Non ci avevo mai pensato–Dramaturgie, Episode, Guillotinecutter. Quei tre–erano la giustizia umana."
"A quel tempo, eri un vampiro–per cui non c'è nulla che potessi fare. Però d'altro canto, non metterla giù così semplice."
"Ma così è ancora più difficile. Sono diventato un nemico dell'umanità."
"Quindi rinunci a tornare ad essere un umano?" mi chiese Hanekawa.
Non volevo usare un tono di voce accusatorio–ma per il me stesso di allora, era una domanda difficile.
"Hai rinunciato alla tua umanità? Non avevi detto che volevi essere ritrasformato in un umano–che volevi tornare alla realtà, o sbaglio?"
"C'è stata una vittima. Ora sarebbe solo egoistico da parte mia voler vedere un mio desiderio esaudito."
"Dato che tiri in ballo l'egoismo, tu, adesso, non ti stai comportando forse da egoista?"
"Eh?"
"Perché..."
Sistemandosi gli occhiali, dopo aver preso un respiro–Hanekawa disse, "stai cercando di scappare dalle tue responsabilità, lasciando qui tutto il casino che hai creato."
"....No."
Non è così, cercai di dire, ma le parole mi mancavano.
"Sia il tuo cuore che il tuo corpo stanno scappando," aggiunse Hanekawa.
"........"
"Quando me ne sarò andata, cercherai di scappare. A causa dei tuoi errori, proverai a resettare tutto. E dato che non esiste un pulsante per il reset per quanto riguarda la vita umana–cercherai di staccare la spina. Sbaglio?"
"......Sbagli."
Ti stai sbagliando.
Lo pensavo sul serio.
"Non è che voglio fuggire, voglio anzi prendermi le mie responsabilità. Il minimo che io possa fare per espiare le mie colpe è porre personalmente fine alla mia vita immortale."
"Aggiungerai solamente un altro peccato a tutti gli altri," disse. "Il suicidio è un peccato."
"Ehi ehi.....Hanekawa, sei per caso contro il suicidio?"
"Non intendo esattamente assumere quel punto di vista, ma in proposito credo che la pensiamo allo stesso modo."
"Allo stesso modo?"
"Ti senti male quando una persona muore."
Andando avanti a spiegare le implicazioni di quella frase, Hanekawa aggiunse, "anche se ti va bene morire–ti senti male se qualcuno muore."
"........."
"Non importa che persona sia."
"......ti stai riferendo a Guillotinecutter?"
Me lo ricordo.
Anche se ho avuto a che fare con lui solo per poche volte.
"Ci sono persone che dovrebbero morire–ma non ci sono persone la cui morte non ha importanza. Ecco come la penso. È questo ciò che mi rende ciò che sono. E già solo per aver detto una cosa del genere, sono una persona che si meriterebbe di morire."
"In questo momento non sei un umano, per cui non sei nemmeno una persona."
"Va beh, non spacchiamo il capello in quattro."
"Spacco tutti i capelli che voglio, se è per il bene di un amico."
"Hanekawa," dissi.
Ovviamente se parlo di questa cosa ad Hanekawa, riceverò una qualche obiezione, suppongo–ma voglio dirlo comunque. E così lo dissi.
"Sicuramente adesso non sono un umano. Sono un vampiro. Perciò–come Kiss-Shot, persino io mangerò persone."
"........."
"Ho provato ad immaginarmelo.....solo a pensarci mi viene da vomitare. Non voglio vivere se il prezzo da pagare è mangiare delle persone."
Per cui non ho altra scelta se non quella di morire, dissi.
Se non posso tornare umano–allora devo morire.
"Al contrario di te, io sono un debole, quindi se non muoio ora, sicuramente la tirerò per le lunghe–e prima o poi non sarò più in grado di controllare la mia fame."
Cibo portatile.
Le parole di Kiss-Shot.
"Hanekawa–prima o poi vedrò persino te come cibo portatile."
Mi faceva paura.
Nonostante il corpo di Guillotinecutter facesse paura–mi ero spaventato di più quando Kiss-Shot aveva chiamato Hanekawa così.
La consapevolezza che prima o poi quello sarebbe diventato il mio modo di pensare.
Se il modo di pensare umano scompare–e acquisisco quello di un vampiro.
Senza dubbio arriverò a pensare ad Hanekawa come a nient'altro che cibo.
Vorrò mangiarla.
"Se le cose stanno così, non mangiare."
Hanekawa.
Non pronunciò nemmeno una delle obiezioni a cui avevo pensato–aveva risposto in tono calmo e controllato.
"Araragi-kun, puoi mangiare me."
".......Cosa stai dicendo?"
Non capivo, davvero.
Né quello che stava dicendo, né i suoi sentimenti.
"Se non fossi nemmeno in grado di morire per te, non potrei definirmi un'amica."
"...Ehm..."
C'era da aspettarselo da lei, è un concetto di amicizia troppo assurdo.
Chi mai potrebbe definirsi in quel modo?
"Esattamente. Non te l'avevo mica detto? Se solo tu sapessi come sono realmente, ne rimarresti deluso," disse con un sorriso.
"......Che cosa sei?"
"Mmh? Sono tua amica. O almeno, questo è ciò che penso di essere."
"Ed essendo semplicemente un'amica ti sembra normale lasciarsi coinvolgere fino a questo punto? Come puoi spingerti a fare così tanto per uno come me–o sei la reincarnazione di quel gatto che ho salvato quando ero alle elementari, o un'amica d'infanzia che si è trasferita, un samurai di grande onore in una vita passata, una persona del genere?"
"Per niente."
"Lo spero bene."
A dir la verità, non ho mai salvato alcun gatto.
Non ho nemmeno mai avuto un'amica d'infanzia che si è trasferita.
E non sapevo niente a riguardo alla reincarnazione.
"Te l'ho già detto, ma–come puoi fare così tanto per me, dato che mi hai appena conosciuto? Se lo facessi per chiunque, non avresti abbastanza vite?"
"Però non lo faccio per chiunque," disse Hanekawa. "Lo faccio perché sei tu, sai?"
"Anche se ti spingi a tanto per me, sono una figura minore, guarda che non potrei mai diventare un tuo socio d'azienda!"
"Beh, non era nelle mie intenzioni."
"Anche se fossi un adulto disoccupato, non potrei comunque diventare un tuo socio!"
"È una questione diversa. E comunque spero che troverai lavoro."
"Se anche lo spero, la ricerca di un lavoro non diventerà più facile!"
"Beh, certamente non sarà facile, ma...."
In pratica, Hanekawa continuò, "se devo aiutare solamente te, un corpo solo mi è sufficiente."
"Stai dicendo che ti va bene morire?"
"Non voglio morire, ma mi hai salvato la vita già due volte–anche se venissi divorata da te, credo che non potrei emettere un fiato."
Forse dovrei dirle che è doloroso.
Hanekawa dice tutte queste cose senza pensarci, secondo me.
Anche se comunque non aveva sminuito i miei problemi–
Ero senza parole.
È davvero–una persona incredibile.
Onestamente, le parole non le farebbero giustizia.
"Perciò non devi morire," ribadì Hanekawa. "Non morire."
".....E riguardo alla mia responsabilità?"
Senza pensarci–mi sfuggì quella domanda di bocca.
"Sono stato io a ridare la vita a Kiss-Shot, quando stava per morire–sono stato io a recuperare i suoi arti, io a riportarle il cuore senza che nemmeno mi venisse chiesto di farlo. Come faccio a prendermene la responsabilità? Se morire è come scappare dalle proprie colpe, se non muoio riuscirò a farmi carico delle responsabilità?"
"Beh, saresti capace di farlo se tu morissi?"
"Non lo so."
La decisione era già stata presa ormai.
A questo punto non posso fare o dire altro–non posso rimescolare le carte in tavola.
Non c'è nessuno che può fermare Kiss-Shot Acerola-Orion Heart-Under-Blade ora come ora. È una mia responsabilità–e lei continuerà a mangiare persone, sfacciata e piena di sé.
Proprio come aveva fatto per tutta la sua vita.
Da ora in poi però la responsabilità sarà solo e soltanto mia.
"Guillotinecutter non ha avuto neanche una chance–mentre sono andato al konbini, come se fosse uno spuntino tra due pasti, è stato tagliato a pezzetti e divorato. Persino Dramaturgie e Episode, che sono tornati a casa loro, non sarebbero mai in grado di affrontarla. Se dovessi pensare a chi ha più probabilità di vittoria, direi Oshino–ma lui non farebbe nulla, per non disturbare l'equilibrio. Per lui ormai la faccenda di Kiss-Shot è già chiusa. Oltretutto, persino Kiss-Shot d'ora in poi starà più attenta che non le venga rubato il cuore. Ormai nessuno può più fermarla."
"Neppure tu?" chiese Hanekawa, interrompendomi.
"Non saresti in grado–di fermarla? O meglio–non sei proprio tu l'unico che può farlo?"
Quelle.
Erano parole del tutto inaspettate.
E–racchiudevano un significato che non avevo mai compreso.
"Kiss-Shot Acerola-Orion Heart-Under-Blade–il vampiro dal sangue di ferro, dal sangue bollente, dal sangue freddo, giusto? E tu sei il suo solo subordinato–se cambiamo prospettiva, non sei forse tu l'unico che può fermarla?"
".......Ah....."
Ciò che non avevo ancora capito.
E ciò che non avevo portato a termine.
Era quello.
Perché non mi ero accorto di una cosa così semplice? Se né Dramaturgie, né Episode, né Guillotinecutter o Oshino possono farlo, allora, io, Koyomi Araragi, colui che ha recuperato le gambe, le braccia e il cuore, non ho altra scelta se non quella di farlo.
Ecco cosa dovrei fare.
Ecco–un modo per prendermi la responsabilità dei fatti accaduti.
Tralasciando per ora quello che posso e non posso fare.
Senza dubbio, ho fatto un gran bel casino.
Eppure non sto ancora–facendo nulla!
Io–esorcizzerò Kiss-Shot.
Formulai il pensiero e anche le parole con cui esprimerlo.
E quelle parole erano accompagnate dai miei veri sentimenti.
Esatto.
Si tratta di qualcosa che solo io posso fare.
Fermerò–la Sterminanomalie!
Se questo è quello che dovrei fare–non ho altra scelta se non quella di farlo!
Dentro la testa sentii qualcosa andare finalmente al suo posto–sentii finalmente la mente attiva e in funzione.
"Hai cambiato espressione."
E poi.
"Già che ci siamo, lascia che ti dica una bella cosa, Araragi-kun."
Tsubasa Hanekawa andò avanti con il suo discorso.
"Anche se potrebbe essere una cosa brutta, in realtà."
"Eh? Buona o cattiva? Non parlare in modo tanto criptico!"
"Per il te qui presente potrebbe essere una cosa scomoda, ma per il te stesso di poco fa era conveniente."
"È sempre meno chiaro ciò che vuoi dire, ma...."
"Ieri sono andata in biblioteca–ho fatto alcune ricerche. L'altro ieri notte hai sconfitto Guillotinecutter-san e hai riassemblato le parti....beh, no, in realtà non l'hai fatto tu, ma comunque da quel momento saresti potuto ritornare un umano, però–ho iniziato a preoccuparmi un po'."
"A preoccuparti, dici..."
"Preoccupata se Heart-Under-Blade-san avrebbe davvero mantenuto la promessa di ritrasformarti in umano."
Anche se non avevo dubbi a riguardo, disse Hanekawa.
"Quindi ho valutato l'ipotesi che lei non ti ritrasformasse–e ho cercato se ci fossero altri modi per riportarti ad essere un umano."
In altre parole.
Ha cercato un modo–per riportare alla sua forma originale un ex umano diventato vampiro che era stato morso da un altro vampiro e trasformato in un subordinato, eh?
"......Esiste un modo per farlo?"
"Esiste. Solo uno." Hanekawa annuì. "Quando un servo, che normalmente dovrebbe ubbidire al suo padrone, lo ferisce, il legame di servitù crolla e la condizione di servitù del servo smette di esistere."
"......? Non ne capisco il significato, ma....."
"In altre parole, se sconfiggi Heart-Under-Blade–non importa cosa lei desideri, tu puoi tornare ad essere umano."
"D..."
Io.
All'inizio ero rimasto stupito da quella regola piuttosto semplice.
"D–davvero?"
Il collasso del legame padrone-servo.
Persino in quel momento, stava già iniziando a sgretolarsi, mancava la spinta finale.
Posso tornare ad essere un umano.
Quindi le cose stanno così.
"Ho trovato la stessa spiegazione in diversi libri, per cui credo che sia affidabile–se vuoi ancora morire e non tornare ad essere umano, potrebbe essere un inconveniente, ma non ci si può fare nulla. Perché tu sei l'unico che può battere Heart-Under-Blade-san."
"–davvero poco conveniente."
Già.
D'altronde, se sei preparato, non c'è nulla di cui preoccuparsi.
"Davvero, davvero poco conveniente. Alla fine tutto va come vuoi tu."
"Questo è ciò che chiamo pianificazione. Anche se forse si potrebbe considerarlo giocare sporco."
"Tu–sai proprio tutto."
"Non so tutto. So soltanto quello che so."

"Araragi-kun," disse Hanekawa, "adesso non hai altra scelta se non quella di tornare umano, esatto? Perché arrivati a questo punto, non puoi proprio lasciare a piede libero Heart-Under-Blade-san."
"Non posso proprio–"
"O hai intenzione di scappare?" disse Hanekawa, non lasciandomi scampo. "Se dici che vuoi scappare, io–ti fermerò a qualsiasi costo."
Vorrei che mi dessi un po' tregua, almeno un momento.
Ovvio che la responsabilità resta–la mia responsabilità per aver causato questo casino rimane ed è una cosa che non scomparirà mai.
Ma.
Questo pasticcio–si può sistemare.
Posso farcela.
Se posso, allora non ho altra scelta se non farlo.
È meglio di una morte facile.
Meglio di una morte spensierata, questa sì che è una vera redenzione.
Tornai a guardare Hanekawa.
E pensai di nuovo che fosse straordinaria.
Fino a poco tempo prima non stavo facendo altro che pensare a morire–qualsiasi cosa dicessi, l'unica cosa a cui pensavo era punire me stesso. Eppure, mi è bastato parlare per un po' con Hanekawa e senza accorgermene ho abbandonato quel pensiero.
Avevo pensato che non sarei potuto morire senza prima parlare con Hanekawa–e invece alla fine, siccome avevo parlato con lei, non potevo più morire.
Hanekawa sicuramente non mi permetterà di morire neanche una volta esorcizzata Kiss-Shot ed essere tornato umano. Credo proprio che userà ogni sorta di stratagemma e non mi permetterà di farlo.
Mi sono fatto un'amica un po' problematica.
"Se le cose stanno così, ora il problema è–se posso o non posso sconfiggere Kiss-Shot."
Il vampiro più simile e più vicino a Kiss-Shot.
E cioè io. Però comunque la differenza tra la sua posizione di padrona e la mia di servo potrebbe essere fatale. Ribellarmi e spezzare il legame in fondo non dovrebbero essere cose semplici da portare a compimento.
"Sono d'accordo. Anche se ho già steso dei piani d'azione, ci sono comunque dei buchi. Se tu perdessi, sarebbe il risultato peggiore, almeno per me. Con te morto e l'Anomalia Heart-Under-Blade-san viva...potrei anche finire mangiata da lei. D'altronde mi considera del cibo portatile, quindi potrebbe anche ricordarsi la mia faccia."
"Hai una contromisura per questo?"
"Mh? No, la mia lungimiranza non è arrivata fin lì."
Hanekawa scosse la testa, sembrava preoccupata.
"Appartiene ad un lignaggio particolare, vero? In qualche modo Heart-Under-Blade-san non è come gli altri vampiri esistenti. È come avete detto tu ed Oshino, la sua immortalità è talmente perfetta che i suoi punti deboli non sono più effettivamente deboli."
"Supponiamo che io sia fondamentalmente come lei–in questo caso il problema sta nella differenza di esperienza..."
"Bisogna considerare la situazione anche da un punto di vista mentale."
"Mentale?"
"Cioè se tu, che hai vissuto con Heart-Under-Blade-san per tutta la durata delle vacanze di primavera, sei disposto a sconfiggerla."
"..........."
Mi aveva curato.
Si era presa cura di me tendendomi continuamente d'occhio.
Per salvarmi dal venire bruciato dal sole, si è lanciata sotto la luce del giorno.
E–era stata la mia salvatrice.
La vita che avevo deciso di gettare al vento–
Non l'aveva risucchiata tutta.
Potrà pur essere simile all'affetto che gli umani provano per il proprio animale domestico–
Ma comunque.
Per esempio, quando eravamo sul tetto–
Abbiamo riso insieme.
"–Posso lavorarci sul fattore mentale," dissi, raccogliendo le forze. "La esorcizzerò."
"Ok," annuì Hanekawa.
Sembrava ci fosse ancora qualcosa che voleva dire, ma decise di non dirlo.
E invece disse, "bene, allora. Ovviamente ti darò una mano. Ho le mie responsabilità come stratega. Se c'è qualcosa che vuoi che faccia, non trattenerti e chiedimelo."
"Non trattenerti, eh?"
"Ahaha, beh, anche se ti ho appena detto così, non avevo in mente cose vietate ai minori."
Sembrava quasi che Hanekawa volesse alleggerire l'atmosfera, ridendo spensieratamente–no, un attimo, impossibile.
Si tratta di un equivoco........madonna santa, perché deve spostare la conversazione su questi argomenti?
Perché sembra volermi dare una mano sotto questo aspetto?
Non può darmi una mano soltanto con le strategie per l'imminente combattimento?
Ma davvero, Hanekawa, che cose stupide da dire al super gentiluomo Koyomi Araragi, 'non trattenerti', ah!, tra tutte le cose che potevi dire–
"Hanekawa."
"Sì?"
Mentre Hanekawa piegava leggermente la testa di lato, io, con tutto il tatto e il rispetto possibili, dissi, "posso toccarti il seno?"
".........."
L'espressione di Hanekawa si immobilizzò mentre aveva ancora la testa piegata.
Nonostante ciò, continuò a sorridere.
Calò un'atmosfera davvero pesante nel magazzino di educazione fisica.
Cosa posso fare per migliorare la situazione.......
"Il tuo seno."
"Ti avevo già sentito la prima volta."
Hanekawa guardò in alto, poi in basso. Uhmmm.
Poi tornò a guardarmi.
"Perché ne hai bisogno?"
"Ne ho bisogno a qualsiasi costo," dissi.
Assunsi la mia espressione facciale più seria.
"Tu non l'hai vista, la forma completa di Kiss-Shot Acerola-Orion Heart-Under-Blade."
"Mh? Beh... L'ho vista a 12 e a 17 anni, per cui ce l'ho una vaga idea di come possa essere a 27."
"Probabilmente va oltre ogni tua immaginazione," dissi, muovendo l'indice per aria.
"Ha un seno che va oltre ogni tua immaginazione."
".....Il seno."
"Ho paura di perdere venendo distratto da quel seno. Probabilmente sballonzola pure parecchio mentre si muove in combattimento. Ecco perché voglio avere un po' più di esperienza sul seno femminile, come misura di sicurezza."
"Aaahh." Hanekawa emise un lamento. "È una motivazione sorprendentemente stupida....."
"N-non capisci?"
"Mmh....." Hanekawa chiuse lentamente gli occhi e aggrottò le sopracciglia come se avesse il mal di testa.
".....D'accordo."
"Eh?! Davvero?!"
Perché?
Ha deciso che almeno una parte del mio discorso aveva senso?
"Aspetta un attimo," disse.
Hanekawa si slegò la cravatta e si tolse il maglione della divisa–poi tolse l'estremità della camicetta che era inserita nella gonna. Mentre stavo ancora cercando di capire quello che stava facendo, infilò le mani sotto la camicetta, dietro la schiena.
Passarono alcuni secondi.
Dall'interno della camicetta, Hanekawa tirò fuori il reggiseno slacciato. Con mano sicura, lo piegò e lo appoggiò sul materasso sul quale era seduta.
Dopodiché, mi guardò.
"Ebbene, toccale," disse.
"......!"
Non avevo sperato in così tanto!
Che situazione è mai questa?!
Non riesco a decidermi.
N-Non doveva per forza toglierselo.
Non doveva togliersi niente!
"E-eeeeeh?"
E poi, che cos'è successo?
Nel momento in cui si è tolta il maglione e si è slacciata il reggiseno, sembra quasi che il seno si sia gonfiato......è un'illusione ottica?
No, gli occhi dei vampiri sono immuni alle illusioni.
Ora come ora, Hanekawa, per quello che riesco a vedere, non perderebbe contro Kiss-Shot, no, anzi forse ha un seno che non si può nemmeno comparare ad altri.
Oltretutto, anche la forma è splendida.
Anche se si era tolta il reggiseno e quindi il seno non aveva più un supporto, era come se sfidasse le leggi fisiche–come se ad Hanekawa non fosse applicata la gravità.
Ogni cosa era oltre ogni mia immaginazione.
Ovviamente avevo pensato che Hanekawa avesse le carte in regola per gareggiare contro Kiss-Shot ed è per questo che ho fatto quella richiesta, ma è stato davvero maleducato da parte mia farlo passare per una sorta di allenamento.
Tsubasa Hanekawa.
Può sfidare tranquillamente Kiss-Shot da quel punto di vista.
È incredibile che Hanekawa abbia un seno così, non me lo sarei mai aspettato!
M-ma......?
Hanekawa si alzò, camminò verso di me (ad ogni passo, il petto faceva dei movimenti che superavano ogni mia fantasia, perciò chiusi gli occhi, non riuscivo a muovermi, come paralizzato) e poi si sedette subito di fronte a me–allungando le braccia lungo i fianchi, raddrizzò la schiena e con uno scatto gonfiò il petto.
Così il seno sembrava ancora più grande.
Oltretutto, dato che il tessuto della camicetta era molto sottile, la silhouette del seno di Hanekawa era ad un filo dall'essere considerata R-18.
"Araragi-kun."
"Eh? Ah, cosa c'è?"
"Dato che stai per massaggiarle, almeno massaggiale come si deve."
"C-come si deve?"
"Credo che dovresti toccarle per almeno sessanta secondi."
"Se-sessanta secondi....."
Impossibile.
La difficoltà è stata aumentata.
Cosa intende con massaggiarle come si deve?
Prima che me ne accorgessi, siamo passati dal toccarle al massaggiarle?
Cacchio, ora non posso farle capire che era solo uno scherzo...
Cosa sto facendo alla mia preziosissima amica?
"Non andarci piano, mi raccomando!"
"S-sissignora!"
Mentre dicevo così, di riflesso avevo alzato entrambe le mani.
Le avevo alzate all'altezza giusta, sì, ma non mi mossi.
A causa della forza da vampiro, non credo che potrei evitare di andarci giù pesante, ma comunque non so quanta forza dovrei utilizzare. Tanto per cominciare, dovrei toccarle dall'alto o dal basso....e inoltre non ho la più pallida idea di cosa fare una volta fatta la prima mossa.
Sicuramente non mi ci stanno tutte in mano......
Quindi esitai nell'avvicinarmi dal davanti.
Forse dal lato–no, no.
C'è una questione più importante da affrontare.
"E-Ehi, Hanekawa."
"Mh? Cosa c'è?"
"Puoi girarti e darmi la schiena?" dissi con voce sempre più bassa. "È difficile farlo guardandoti in faccia."
Forse Hanekawa, solo alla luce della torcia, non riusciva a vedermi bene, ma essendo un vampiro, io riuscivo a vederla perfettamente.
Aveva il viso già arrossato.
Si stava mordendo il labbro.
Era difficile.
"........"
Restando in silenzio, Hanekawa annuì, quieta, e si girò dall'altra parte.
Riuscivo a vedere l'attaccatura delle sue trecce.
Non ci avevo mai fatto caso, ma aveva dei capelli davvero belli......non erano per nulla sfibrati. Immagino che li debba trattare con molta cura.
"Ughh....."
Ah, ma anche così è difficile.
Dato che Hanekawa era di spalle, dovevo allungare le braccia intorno al suo corpo, ma in questo caso le sue braccia, ancora allineate ai suoi fianchi, erano leggermente in mezzo....
"Al-alza le mani sopra la testa."
"Sei diventato un ufficiale di polizia?"
Nonostante il commento, Hanekawa sollevò le braccia.
Così la via era spianata.
E così allungai le braccia oltre i suoi fianchi–ovviamente, per farlo mi ero dovuto avvicinare e ora i nostri corpi erano quasi a contatto diretto. In realtà, dato che Hanekawa è girata dall'altra parte, se le toccassi il seno, sembrerebbe che io la stia abbracciando da dietro.....
Anche calcolare bene le distanze è difficile–dovrei incrociare le braccia ora? No, è più facile se continuo ad avvicinare le mani normalmente?
Allargai le dita.
Hanekawa non si era mossa minimamente da prima–ma anche così riuscivo a percepire che era nervosa. Però. Sono certo che anch'io lo fossi.
Il cuore mi batteva all'impazzata.
"N-non ti arrabbierai dopo?"
"Non preoccuparti. Non mi arrabbierò."
"Davvero?"
"Davvero."
".....Okay allora, nel caso in futuro ci sarà un processo penale, per favore dì 'Araragi-kun, per favore toccami il seno senza reggiseno'."
Snap!
Mi sembrò di sentire un suono.
Doveva essere la pazienza di Hanekawa che finalmente cedeva. O forse erano i suoi muscoli facciali che si erano dislocati per la rabbia.
"A.........A-Araragi-kun, p-per favore, toccami il s-seno senza reggiseno."
"No, non va bene se lo dici a voce così bassa. Sembra che tu stia odiando tutto ciò e che io ti stia obbligando contro la tua volontà. Devi dire a voce molto più alta quello che vuoi che io faccia, di tua volontà."
"Araragi-kun! P-per favore, toccami il seno senza reggiseno!"
".....'È un vero onore farmi massaggiare il mio seno da Araragi-kun'."
"È un vero o-onore......farmi massaggiare il seno da Araragi-kun......"
"Ehm....'Mi sono fatta crescere un seno di queste proporzioni indecenti per la sola e unica ragione di farlo massaggiare da Araragi-kun'."
"Mi sono fatta crescere un s-seno di queste proporzioni indecenti per la sola e unica r-ragione di farlo m-massaggiare da Araragi-kun."
"Scherzi? Non sembra ma sei una pervertita, Hanekawa."
".....Sì, sono una pervertita assoluta, mi dispiace."
"Non devi scusarti. Non credo esista qualcuno in grado di essere disturbato dal tuo essere una pervertita."
"G-già ehehe."
"Beh, quindi, concretamente, in che modo il seno della rappresentante di classe seria e pervertita può essere considerato indecente?"
"Posso vantarmi del fatto che la t-taglia e la loro morbidezza.......siano senza paragoni nella loro indecenza!"
Ahhh.
Capisco.
Persino io durante la pubertà mi sono chiesto perché fossi nato in questo mondo.....ma ora, alla veneranda età di diciassette anni, finalmente ho trovato una risposta.
Sono stato illuminato.
Ho vissuto per questo giorno.
Esisto per assaporare questo momento.
La persona chiamata Araragi Koyomi è nata in questo mondo per vivere la giornata di oggi....no, non è così. Non ha più una rilevanza personale.
Sicuramente il mondo ha continuato ad esistere fino ad ora semplicemente per farmi vivere questo momento.
Da questo punto in avanti, la storia non sarà altro che un susseguirsi di eventi inutili.
"E comunque, normalmente non è possibile massaggiare il seno di un'amica!"
Praticamente fuggii.
Alzai le mani in aria, feci tre passi indietro e iniziai a urlare.
Alla fine mi ritrovai in una posizione molto simile a quando ci si prostra a terra.
"Non può succedere! Non si può fare!"
".....Coniglio," disse Hanekawa a voce incredibilmente bassa.
Senza nemmeno girarsi verso di me.
Senza nemmeno vedere com'ero messo.
"Coniglio. Coniglio. Coniglio coniglio coniglio coniglio."
"Sono un coniglio. Sono un codardo. Mi dispiace. Non ho parole per difendermi da qualsiasi cosa dirai. Per favore perdonami, è colpa mia. Mi sono lasciato prendere la mano. Mi sono approfittato della tua gentilezza, ma proprio per questo, mi sono reso conto della stupidità della situazione."
"Credi che finisca qui? Hai una vaga idea di quanto coraggio abbia dovuto racimolare per conciarmi così?"
"N-No, una persona come me non può averne la benché minima idea, ma già che ci siamo, dimmelo."
"Onestamente, ero convinta che le cose non si sarebbero fermate ad una semplice palpatina....Ecco perché ormai ero pronta ad avere la mia prima volta su un materasso nel magazzino degli attrezzi di ginnastica."
"Non pensi di esserti spinta un po' troppo in là?!"
"Beh, capita."
"No che non capita!"
Le ragazze di questi tempi sono fin troppo sicure di sé!
"E alla fine, dopo avermi umiliata e presa in giro, non mi tocchi nemmeno con un dito.....!"
"Ed è per questo che mi sto scusando!"
"E se ti scusi, andrà tutto bene? Eh? Mi trovo in una posizione in cui, se mi chiedi scusa, sono obbligata a perdonarti. Eh?"
"So che è imperdonabile, ma ti prego, perdonami, rappresentante di classe alla moda con gli occhiali!"
"......Questa è la prima volta che qualcuno si prende gioco di me in questo modo."
"Aaaaah."
Intende per il seno?
O per gli occhiali?
O magari per averla chiamata rappresentante di classe?
"Araragi-kun...... Sono così poco attraente?"
".........!"
Smettila smettila smettila!
Non infierire con queste parole adorabili!
"È p-perché se ti toccassi il seno in una situazione del genere, potrei finire per pentirmene per il resto della mia vita!"
O forse potrei pentirmi di non averlo toccato.
Ma ho scelto di pentirmi di non toccarlo, piuttosto che pentirmi di averlo toccato!
"I-in compenso, per ripagarti, posso massaggiarti le spalle?"
"Le spalle?"
"Sì. Le spalle. Voglio farti un massaggio alle spalle."
".....Beh, affare fatto."
Raggiungemmo un accordo.
Le feci un massaggio alle spalle.
Wow, non sono per nulla irrigidite.
Si dice che con la miopia le spalle si irrigidiscono facilmente....... Ma lei è proprio una ragazza in forma. In questo caso, se io, che non sono un massaggiatore professionista, le faccio un massaggio, non sarà per nulla piacevole.......
Ovviamente non ha neanche un filo di grasso in questa zona.
Riesco a sentire chiaramente la forma delle sue ossa–è la clavicola questa?
Mmmh....Finito.
No aspetta, non ancora.
Altri 60 secondi.
"H-Ho finito. Grazie."
Oltre ad averle massaggiato le spalle, ho finito per ringraziarla.
Che carattere servile che ho.
"Soddisfatto?"
"S-Sì. Continuiamo su internet."
"Non si possono dare massaggi su internet."
"B-Beh, allora continuiamo nel nuovo semestre scolastico."
"Sì. Meglio." Hanekawa annuì.
Le trecce ondeggiarono di conseguenza.
"Sei arrivato fino a questo punto con una ragazza."
Dopo aver tolto le mani dalle sue spalle, Hanekawa si alzò e si incamminò verso il punto in cui si trovava prima sul materasso, ma non si sedette, si girò verso di me restando in piedi.
"Perciò non ti azzardare a dirmi che perderai."
"Tornerò vincitore."3
Ora forse dovrei tornare al mio solito modo di parlare, sembra proprio che io abbia continuato ad usare la forma cordiale mentre parlavo con Hanekawa.
Però non si trattava solo di questo,
Potevo dirlo con sicurezza ormai.
"Vincerò."
Riuscii a dirlo.
"Anche a costo del tuo seno!"
"Forse era meglio se quest'ultima parte te la fossi tenuta per te."
L'atmosfera si rilassò impercettibilmente.
Poi Hanekawa disse, "e comunque" e si schiarì la gola.
E aggiunse, "questa è l'ultima battaglia."
"Già–è la scena finale prima che il sipario cali su questa Battaglia ESP."
Nel momento in cui quelle parole lasciarono la mia bocca...
Fuori dal magazzino degli attrezzi–si udì un rumore assordante come un tuono.


non vi aspettavate alcuna immagine, eh? spero siate rimasti sbalorditi da cotanta bellezza ;)


Note:
1) La routine è letale: è un aforisma di Paulo Coelho;
2) e-mail/numero di telefono: non so se ne siete al corrente, ma in Giappone l'equivalente dei nostri sms sono le email. Loro messaggiano via email e non per messaggi legati la numero di telefono, quello si usa più che altro per chiamare. Ultimamente però tra le persone più giovani si usa LINE, che sarebbe il nostro Whatsapp (LINE possiamo usarlo anche noi, ma purtroppo lo usano pochissime persone e non capisco perché, ha degli sticker (emoticon tipo) bellissimi, io lo amo!);
3) "Tornerò vincitore"/ "Vincerò": per farvela breve, in giapponese si parla in due modi in generale: in forma informale, e in forma formale. In teoria con gli amici intimi si usa quella informale, ma probabilmente Araragi, sentendosi molto in soggezione in quella situazione o più in generale con Hanekawa, ha finito per parlare in modo formale. Tenete presente che la forma formale si usa con tutte le persone che non si conoscono bene, sconosciuti, superiori, insegnanti, genitori degli altri, ecc.

14 commenti:

  1. Grazie per la traduzione! (Ma quante seghe mentali si fa Koyomi? XDD Si può biasimare Kiss-shot-chan solo perché mangia qualche umano ogni tanto? Cosa si aspettava, che mangiasse erba? :D)

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    1. Probabilmente pensava Kiss-Shot si cibasse di aria, povero Koyomin ahah

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  2. grazie mille ed in bocca al lupo per l'esame!!!

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    1. Thanks! Ne avevo tre e sono andati tutti bene yey

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  3. Grazie ancora per la release, dai che ti manca poco per finire ✌ I miei migliori auguri per gli esami (la sessione invernale incombe T.T) e il Natale.
    P.s. Avete visto che é uscita la versione cartacea della novel in inglese edita da vertical?? *-*

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    1. Sessione invernale aka incubo, ma mai quanto quella estiva.

      Il link per comprare kizumonogatari in inglese è questo http://www.amazon.com/KIZUMONOGATARI-Wound-Tale-NISIOISIN/dp/1941220975/ref=cm_cr_pr_product_top?ie=UTF8, mi sembra di ottima qualità e io ci sto facendo un pensierino, ma si vedrà! Però la copertina è meravigliosa, madonna quanto adoro Kiss-Shot.
      Buon Natale anche a te!

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  4. scusa, ma lo stai traducendo dal Giapponese o dalla traduzione inglese?

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    1. Dall'inglese amatoriale, quindi la traduzione è quella che è, ma cerco sempre di renderla il più scorrevole possibile. Il giapponese di nisio per me è ancora impossibile, soprattutto perché non coglierei i suoi giochi di parole.

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  5. Potresti contuare a pubblicare capitoli?

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    1. Quando saranno tradotti, li pubblicherò. D'altronde non si traducono da soli e si è appena conclusa una sessione invernale di esami abbastanza tosti, in cui non ho dedicato la mia testolina ad altro se non allo studio, mi dispiace.
      Nota positiva (dipende da come la si vede): 4 pagine su 17 del prossimo capitolo sono tradotte.

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    2. Grazie...se ci sono stati gli esami è normale che una persona normale si dedichi allo studio.
      Ti ringrazio ancora per avermi risposto così in fretta ^^
      Non vedo l'ora di leggere il prossimo capitolo

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